| Quasi due settimane di pellegrinaggio statunitense ed eccoci davanti alla Pyramid di Long Beach , struttura sportiva dalla forma decisamente insolita divenuta ormai la nuova sede del torneo più importante al mondo di Jiu Jitsu.
Tatami splendidi , segnapunti con lcd 42 pollici, arbitri vestiti impeccabilmente, ed addirittura un speaker prestato forse dalla boxe con vocione alla Barry White che annunicava le lotte in puro stile americano, cosa che francamente trovo un tantino ridicola.
Ne è passata di acqua sotto ai ponti, dai tempi dei bellissimi mondiali al Tijuca Tenis Clube di Rio de Janeiro, con i tatami messi storti, i piccioni che svolazzavano sopra l'area di gara e l'odore di pop corn un pò bruciato che inondava il ginnasio.
Non mi dilungherò nello specifico sui risultati dei ragazzi che ho accompagnato in gara. L'ho già fatto con un report sul sito di Tribe e non mi voglio ripetere. Sottolineo solo che ancora una volta gli unici Italiani presenti eravamo noi, e non lo scrivo per pavoneggiarmi di chissà che cosa, ma al contrario per sollecitare gli appartenenti ad altri team di fare tutto il necessario per partecipare alla prossima edizione.
Solo partecipando ad eventi di questa portata senza timori reverenziali possiamo fare in modo che i nostri ragazzi crescano veramente e raggiungano un vero e proprio "world class level", un livello di portata mondiale. Limitarsi a lottare in eventi locali, per quanto ben organizzati, non è di certo la via giusta per innalzare il livello qualitativo dei nostri atleti.
I giorni delle cinture inferiori alla nera hanno dato vita a lotte molto belle e movimentate, con molte finalizzazioni e veri e propri show di tecnica. Le cinture marroni poi hanno dimostrato un livello tecnico che poco o nulla da invidiare a quello delle cinture nere. La categoria che mi ha più impresisonato di tutte è stata quella giovanile.Tecnica velocità ed audacia ai massimi livelli ed una marea di finalizzazioni. Un vero show che fa ben sperare per gli anni a venire!
Ho invece trovato il campionato mondiale delle cinture nere di quest'anno uno di dei più noiosi della storia. Con l'eccezione di Roger Gracie, Marcelo Garcia, Michael Langhi, Cobrinha e pochi altri, la categoria delle cinture nere è stata letteralmente azzoppata in termini di spettacolo da questa nuova "fifty fifty guard" che altro non è se non un modo per fermare la lotta e cercare a fine tempo regolamentare di prendere un vantaggio per un "quasi ribaltamento" o nella migliore delle ipotesi due punti, arrivando cosi a definire lotte ferme per dieci minuti finite spesso senza punti né vantaggi. Inoltre ritengo inaccettabile che nel 2009 un mondiale di uno sport come il nostro non debba vedere svolgere delle finali tra atleti forti solo perché "sono della stessa squadra". Questa attitudine va a discapito del pubblico presente, ma soprattutto del nostro sport. Non si tratta di guerra ma di sport e dell'immagine che ne si da al pubblico non praticante,ai media, agli sponsor, e a chi deve valutare se investirci sopra delle risorse o meno come ad esempio un canale televisivo. In tal senso ho apprezzato la decisone del Team Gracie Barra, che ha obbligato già da un paio di edizioni i propri atleti a confrontarsi nel caso di una finale monocolore.
La IBJJF sta facendo visibilmente di tutto per promuovere il jiu jitsu con un maggiore livello di professionalità.
Ritengo tuttavia che questo obiettivo non possa essere raggiunto se non mettendo momentaneamente da parte i miglioramenti più di facciata e compiendo alcune scelte importanti per dare fondamenta più solide a questo sport:
1. costituire una commissione di arbitraggio seria con un ranking ufficiale di arbitri ben definito e di classi differenti.
2. iniziare un processo di selezione di atleti da ogni continente per evitare che un atleta (specie di grado inferiore alla nera) debba sostenere dalle 6 alle 9 lotte per vincere un mondiale, facilitando troppo chi ha la fortuna di avere un sorteggio fortunato e non l'atleta più meritevole.
3.Punire severamente chi non lotta con i propri compagni di squadra, chi si atteggia in modo poco sportivo dopo aver vinto o perso la propria lotta (facendo scenette che appartengono più alle piste da carnevale che ai tatami di un'arte marziale).
4. Modificare il regolamento per evitare degenerazioni tecniche sportive capaci di rovinare lo spettacolo e soprattutto la qualità tecnica delle lotte.
In poche parole la IBJJF deve capire che prima metterà da parte certi usi e costumi portati dal Brasile e prima si vedranno i frutti di una emancipazione vera e propria in termini internazionali del nostro sport.
A titolo personale mi ha fatto immensamente piacere rivedere molti amici e maestri che non vedevo da tempo, primo fra i quali Carlos "Escorrega" Lemos Jr., mio grande amico ed insegnante ora residente in USA e da poco tornato alle competizioni, dove sicuramente si farà notare per il suo ottimo jiu jitsu!
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