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CATEGORIA: Ricordi
08/04/2010
IN RICORDO DI ROBERTO GALARDI
Questa foto è stata fatta il giorno in cui ho ricevuto la mia cintura azzurra insieme a Roberto Galardi. Roberto è stato uno dei primi italiani a dedicarsi anima e cuore al jiu jitsu, dopo aver studiato judo per molti anni. Fiorentino, è stato uno dei migliori lottatori italiani in un epoca in cui di jiu jitsu brasiliano si sapeva poco e si parlava ancora meno. Un atleta pronto ad accettare qualsiasi sfida pur di maturare esperienza, Roberto ha lottato ovunque fosse possibile in un epoca in cui di gare ce ne erano poche, e lo faceva con o senza kimono ed anche di vale tudo. Lo ricordo sempre sorridente e ben voluto da tutti, un lottatore talentuoso ed una persona molto buona. A qualche anno dalla sua tragica scomparsa mi piace ricordarlo, sorridente, a lottare con me mentre entrambi sognavamo di lottare in Brasile , un'Italia piena di campionati ed accademie, e di diventare temibili cinture nere come i nostri idoli di quell'epoca. 
A distanza di pochi anni molti di quei sogni si sono realizzati, e mi piace pensare che un pò sia anche per merito suo che fa il tifo dall'alto.  Un piccolo pensiero per un amico, perduto , ma mai dimenticato.  
Postato da Federico Tisi il 08/04/2010 in Ricordi | 0 commenti| - Scrivi commento
14/01/2010
10 ANNI INSIEME SUL TATAMI.
E' proprio in questi giorni che si celebrano di fatto i miei primi 10 anni  di insegnamento del Jiu Jitsu . E' stato infatti nel Gennaio del 2000 che ho iniziato ad insegnare ad un ristretto gruppo di amici e di conoscenti i primi rudimenti di questa splendida arte, oggi diventata per me una parte integrante della mia vita e la mia professione. 

Iniziato come un modo scherzoso per trovare qualcuno con cui allenarmi e condividere questa mia passione, posso affermare senza dubbio alcuno che in questi 10 anni sono cambiate molte cose, e sono cambiato molto anche io. I successi ed i traguardi raggiunti, ma soprattutto gli errori commessi lungo questo percorso di studio e di divulgazione dell'Arte hanno arricchito la mia vita di innumerevoli benefici; conoscere meglio me stesso ed il prossimo, acquisire una forma psicofisica migliore, conoscere posti lingue e culture nuove, ed  un lavoro che sebbene difficile non smette mai di regalarmi soddisfazioni personali e che a malapena riesco a considerare tale.

Penso che l'Arte Marziale che pratico ed insegno sia uno strumento che possa aiutarci nella nostra crescita personale in ogni fase della nostra vita, a patto però di riuscire a "sintonizzare" la pratica sul periodo della vita che stiamo vivendo. Il jiu jitsu  offre a chi è giovane e pieno di voglia di affermarsi e di dimostrare il proprio valore la possibilità di imparare molto su se stessi e sugli altri dall'agonismo. Successivamente le responsabilità della vita adulta e l'età iniziano piano piano a pesare ed in questo momento si dovrebbero iniziare a trovare nella pratica quel valore aggiunto che la rende parte imprescindibile della nostra quotidianità, a prescindere dall'agonismo. Non farlo significa andare incontro a frustrazioni inevitabili, perché la natura è uguale per tutti, e spesso porre fine alla propria pratica. 

Si tratta in poche parole non di abbassare il proprio livello di pratica, ma di cambiare il punto di vista che abbiamo su di essa, passando ad adottarne uno di più ampio spettro nel quale il Jiu Jitsu si arricchisce di valori più ampi ed a mio avviso anche più profondi. In questo secondo me si sostanzia quella particolare consapevolezza che ci fa intendere l'attività che pratichiamo come via di miglioramento personale continua e senza fine. 

Pochi giorni fa ho assegnato due cinture nere a due miei allievi che sono anche due delle persone a me più care, Tanzio Sperone e Andrea verdemare, che mi accompagnano da anni lungo questo percorso.  Prima di farlo ho tenuto un piccolo discorso, che penso sia doveroso in occasione di un evento di così grande importanza per ogni lottatore che porti avanti il percorso dell'"Arte Dolce".

Durante questo discorso ho sottolineato come per me essere cintura nera di jiu jitsu non significhi solo essere un forte lottatore, avere delle elevate conoscenze tecniche , o magari aver portato a casa numerose medaglie, ma che è a mio modesto avviso si tratti principalmente di uno stato mentale. 

Spero , con queste poche parole scritte un pò di getto, di aver chiarito il senso di quanto ho detto in quell'occasione così speciale. 

Buona pratica a tutti.










 
Postato da Federico Tisi il 14/01/2010 in Ricordi | 0 commenti| - Scrivi commento
07/12/2009
I PRIMI PASSI.
Io non sono uno che non si guarda troppo indietro. Sono sempre attento al momento presente e a pianificare quello futuro, facendo tesoro delle esperienze passate, ma senza crogiolarmi nei traguardi raggiunti e senza farmi abbattere dal ricordi di quelli mancati.

Questo atteggiamento è sicuramente efficace, ma spesso fa passare in secondo piano quella memoria che aiuta a capire meglio da dove si sta venendo e quindi dove si sta andando e come è meglio procedere.

Forse gli anniversari servono proprio questo, a farci ritrovare il contatto con il nostro passato non solo per celebrarlo con chi lo ha condiviso con te,ma anche a capire meglio verso quale futuro ci stiamo dirigendo.

Dal momento in cui è stata scattata la foto che illustra questo intervento sono passati molti anni fatti di viaggi, seminari, lezioni, competizioni, e sono anche passati molti capelli. E' la foto del primo gruppo che decise di imparare il jiu jitsu da me quando ero una cintura blu, e nella compagine manca solo Marcello Tarquini. Avevamo circa 10 metri quadrati di tatami, e dovevamo lottare una coppia per volta. Nessuna gara, nessun corso sotto casa, pochissime informazioni su internet, nozioni di jiu jitsu a dir poco modeste rispetto alle mie cinture blu di oggi, e nessun maestro nel raggio di alcune ore di volo di distanza. Solo una grande voglia di fare e di divertirsi insieme.

Molto spesso quando introduco il jiu jitsu a piccoli gruppi di appassionati in varie parti d'Italia ritrovo un pò di quello spirito pionieristico e mi fa molto piacere poter contribuire alla sua realizzazione. Questa foto ha anche un pò la missione di incoraggiare un pò tutti i ragazzi alle prime armi, per mostrare loro che tutti hanno avuto inizi difficoltosi, ed anche che contro la calvizie c'è poco da fare.

A distanza di tutti questi anni l'accademia che ho fondato a Roma , Tribe, ha più di 80 iscritti in sede centrale e circa una trentina nella sede di San Giovanni, mentre il network di accademie per le quali rivesto il ruolo di direttore tecnico ha superato quota trenta per un numero complessivo di allievi notevole ed in continua crescita.

Spero di vedervi numerosi alla festa dei dieci anni di Tribe e dei miei primi dieci anni di insegnamento!

Chi persevera, vince!

Postato da Federico Tisi il 07/12/2009 in Ricordi | 0 commenti| - Scrivi commento
08/09/2009
CRONACHE AMERICANE - LOS ANGELES - MONDIALE 2009 - DOVE STA ANDANDO IL JIU JITSU COMPETITIVO?
Quasi due settimane di pellegrinaggio statunitense ed eccoci davanti alla Pyramid di Long Beach , struttura sportiva dalla forma decisamente insolita divenuta ormai la nuova sede del torneo più importante al mondo di Jiu Jitsu.
Tatami splendidi , segnapunti con lcd 42 pollici, arbitri vestiti impeccabilmente, ed addirittura........ ...leggi tutto
Postato da Federico Tisi il 08/09/2009 in Ricordi | 0 commenti| - Scrivi commento
24/08/2009
CRONACHE AMERICANE - LOS ANGELES
Dopo una settimana a New York la nostra allegra combriccola si è imbarcata su di un volo per Los Angeles , California salutando Matteo Piran di ritorno in Italia ed incontrando in Aeroporto a Los Angeles Andrea "Mezzo Chilo" Verdemare ed il nostro amico siciliano Nico , appassionato di jiu jitsu in ferie a LA con la sua simpatica compagna. E' stato bello poter tornare a Los Angeles perchè mi ha permesso di rivedere il Maestro Octavio "Ratinho" Couto e sua moglie Rebecca, e di allenarmi dopo tantissimi anni alla Beverly Hills Jiu Jitsu Club , dove Octavio tiene alcune delle sue lezioni. L'ospitalità in palestra del Maestro Marcus Vinicius è stata sempre esemplare, ed i suoi ragazzi sono stati veramente gentili ed affabili. Gli allenamenti sono stati sempre svolti come riscaldamento per il Mondiale oramai imminente del quale parlerò in un mio prossimo intervento, con altri atlti stranieri provenienti da Olanda , Russia, e chi più ne ha più ne metta, a testimonianza di come il jiu jitsu possa unire le persone aldilà delle rivalità agonistiche che devono iniziare e finire sul tatami del campionato.
Un grande ringraziamento va alla disponibilità del Maestro Ratinho, all'ospitalità del Maestro Marcus Vinicius ed alla simpatica di Nico che ci ha scarrozzato in giro per LA facendoci fare un sacco di risate ed alleviando così le tensioni pre gara dei ragazzi. Thanks a lot!
 
Postato da Federico Tisi il 24/08/2009 in Ricordi | 0 commenti| - Scrivi commento


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