Sono ormai anni che mi viene periodicamente chiesto dai miei studenti e da soggetti interessati per vari motivi allo stile brasiliano di jiu jitsu se esistano dei programmi tecnici relativi a questa disciplina. Avendo avuto modo di frequentare un insieme molto eterogeneo di accademie ed insegnanti, mi sono reso conto come da una parte non esistano nella vasta maggioranza dei casi dei veri e propri programmi tecnici consolidati, e dall'altra dell'oggettiva difficoltà che si incontra nel volerne redigere uno, per due motivi principali. Il primo è sicuramente quello della considerevole vastità tecnica del jiujitsu, che porta il redattore di un programma a confrontarsi con il rischio da una parte di creare un programma troppo scarno, e dall'altra di crearne uno troppo vasto sin dai primi livelli di pratica. Il secondo motivo di difficoltà risiede sicuramente nel fatto che le tecniche di jiu jitsu moderno sono continuamente oggetto di revisioni ed innovazioni di vario genere , il che rende difficile creare un programma tecnico nel senso più classico nel termine, come quelli presenti in arti marziali più tradizionali.
Ho sempre trovato abbastanza insensato il fatto che qualcuno possa passare di grado per soli meriti agonistici. Quando ho assegnato cinture a studenti sul podio di qualche campionato è stato solo perché quella vittoria rappresentava la ciliegina sulla torta di un percorso tecnico di maturazione oramai rilevato ed avvenuto. Assegnare una cintura solo perché un lottatore vince una gara ci espone a due tipi di rischi. Il primo è di assegnare ad un atleta una cintura prima che questo abbia raggiunto tutte le conoscenze tecniche proprie del livello superiore, ad esempio nel caso di un lottatore che vince un torneo con ottime tecniche di guardia ma che ha scarsissime conoscenze in tema di proiezioni e passaggi da sopra. Il secondo rischio, a mio avviso più grave, è quello di identificare la progressione nella pratica del jiu jitsu con i risultati agonistici.
Esattamente nello stesso modo ritengo insensato dare ad uno studente una cintura superiore per il solo fatto di aver trascorso molto tempo ad uno stesso livello o cintura. Qui non si tratta di carriere statali che prevedono una progressione di diritto verso l'alto una volta decorso un determinato periodo, ma di un percorso improntato unicamente a canoni di meritocrazia in termini di studio e di pratica.
Ciò premesso, ritengo che oggi più che mai vi sia la oggettiva necessità di un programma tecnico di base. Adottarne uno redatto bene e con criteri giusti comporta una serie di notevoli vantaggi per tutti gli studenti e gli insegnanti appartenenti alla nostra comunità.
Per uno studente avere un programma tecnico a cui fare riferimento è di sicuro aiuto, perché gli può fornire una idea di massima sul punto al quale si trova nel proprio apprendimento motivandolo ulteriormente nella pratica , nonché metterlo al corrente degli aspetti che conosce meno e sui quali dovrà prestare più attenzione per rendere più complete ed accurate le proprie conoscenze. Per l'insegnante , il programma rappresenta un canovaccio da seguire nell'insegnamento ed un valido strumento per capire dove uno studente deve migliorare.
Come procedere allora?
Per ovviare a tutte queste problematiche ritengo che nella redazione di un programma tecnico si debba procedere tenendo conto di due punti fondamentali:
1. Il primo è che il jiu jitsu è in primis un sistema di difesa personale, la cui prima e fondamentale esigenza è quella di fornire a chi lo pratica gli strumenti per prevalere su di un aggressore fisicamente più forte ed aggressivo. Un lottatore di jiu jitsu capace di virtuosismi tecnici da competizione e che si trovi in difficoltà se afferrato in malo modo da un energumeno ignorante non serve né a sé stesso né tantomeno ad una corretta evoluzione della nostra disciplina.
2. Il secondo è che il programma tecnico non deve essere inteso come un testo sacro al di fuori del quale esistono solo terre proibite ed il cui contenuto debba essere ritenuto dogma di fede, ma unicamente come un insieme di tecniche e concetti che rappresentano i requisiti tecnici minimi da conoscere per poter aspirare ad un livello superiore. Se poi si conosceranno anche altre tecniche tanto meglio, ma quelle del programma devono essere state assimilate a menadito, e devono essere accompagnate da una consona capacità applicativa in fase di esercizio libero.
Lo stile brasiliano jiu jitsu non prevede kata come il judo ed il karate, è un sistema "aperto" in continua evoluzione che sopporta male tentativi di essere chiuso in perimetri rigidi. E' tuttavia da sottolineare come per molto tempo questa disciplina fosse praticata da un numero relativamente esiguo di persone, monitorate direttamente da un insegnante qualificato che le seguiva in modo costante. In questo contesto la necessità di un programma tecnico potrebbe risultare superfluo, ma in un contesto come il nostro dove il numero di praticanti è ogni giorno in crescita, costituito anche da allievi che costituiscono gruppi di studio nelle loro città per potervi praticare senza dover sempre viaggiare, avere una linea guida risulta non soltanto utile ma fortemente necessaria.
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