Profile Jiu Jitsu Work Articles Contact
 

Osservazioni sull'Arte dello Strangolamento - Di Federico Tisi

Le tecniche utilizzate nel jiu jitsu per costringere l'avversario alla resa (dette in gergo "finalizzazioni") appartengono a due categorie principali, le tecniche di leva articolare, e quelle di strangolamento.


Nel jiu jitsu le tecniche di strangolamento sono di tipo prevalentemente vascolare. In altre parole attraverso di esse non si limita l'afflusso di aria attraverso una compressione della trachea, ma al contrario quello di sangue e quindi di ossigeno al cervello attraverso una compressione delle arterie, causando nel soggetto passivo uno stato detto di "ipossia". Il nostro cervello reagisce a questo limitato afflusso di ossigeno razionando l'utilizzo del poco ossigeno a disposizione, e quindi "spegnendo" i sistemi corporei non vitali quali ad esempio la vista l'udito e mantenendo attivi solo quelli vitali, quali il sistema circolatorio e respiratorio. In termini pratici questo meccanismo di tutela si manifesta nella perdita dei sensi. Se prolungato o addirittura aumentato fino ad una totale assenza di flusso di ossigeno al cervello (detto "anossia"), le ripercussioni possono essere gravi, e vanno da danni cerebrali semi permanenti e permanenti dovuta all'ossidazione delle cellule cerebrali, al decesso.

Personalmente ritengo che, sebbene non sia sempre opportuno o possibile dare la precedenza alle une o alle altre, le tecniche di strangolamento possiedano una serie di vantaggi rispetto alle leve articolari che andrò ad illustrare brevemente.

Il motivo principale per cui ritengo che nel dubbio tra l'uso di una tecnica di strangolamento e una di leva articolare la preferenza vada data alla prima , sta nel fatto che come diceva il Maestro Helio Gracie : "Le tecniche di strangolamento permettono di sconfiggere l'uomo coraggioso." In altre parole, una tecnica di strangolamento se ben applicata è in grado di offrire delle certezze maggiori sull'esito del confronto rispetto ad una di leva articolare .

Per fare un esempio calzante basti ricordare come pochi anni fa il campione Ronaldo "Jacaré" Souza abbia vinto la finale del Campionato Mondiale di Jiu Jitsu, pur avendo un gomito letteralmente fratturato dal fortissimo Roger Gracie a pochi minuti dalla fine della lotta. Cuore, coraggio, adrenalina o più semplicemente istinto di sopravvivenza possono permettere a chi subisce una leva articolare portata anche alle sue conseguenze più estreme di continuare a combattere , mentre nel caso di una tecnica di strangolamento questo semplicemente non può avvenire. Un uomo che perde i sensi non può continuare a combattere, punto e basta.

Un altro effetto molto interessante che viene prodotto dall'aver subito una tecnica di strangolamento avviene a livello psicologico. Subire una leva articolare, per quanto traumatico e doloroso, comporta sempre un danno ad una parte "periferica" del nostro corpo, non ad una parte vitale. Subire uno strangolamento invece comporta invece uno stimolo del nostro istinto di sopravvivenza decisamente maggiore ed a livello ben più profondo.

Una persona che subisce uno strangolamento infatti percepisce un pericolo maggiore e di fatto cerca di difendersi con la consapevolezza anche solo istintiva che la posta in gioco è maggiore. In altre parola che viene strangolato lotta per la propria vita. In una situazione di pericolo e quindi di forte stress psicofisico, nel momento in cui l'eventuale tentativo di difesa da uno strangolamento non dovesse andare a buon fine, subentra in chi subisce la tecnica una fase di panico acuto, seguita da un breve momento di abbandono fisico e psicologico in cui si matura la consapevolezza che la propria vita è riposta nelle mani del nostro avversario. A prescindere dal contesto in cui questa situazione possa avvenire, questa esperienza marca un solco piuttosto profondo nella psiche di chi ha subito lo strangolamento a livello conscio e/o subconscio, specie nel modo di percepire da quell'evento in poi la persona responsabile di quel trauma.

A livello prettamente tecnico è interessante osservare inoltre come spesso sia proprio l'esecuzione di uno strangolamento ad aprire le porte per una leva articolare. A volte in presenza di un avversario competente, questo difficilmente ci offrirà la possibilità di attaccare un suo braccio con facilità. Ad esempio una delle prime nozioni tecniche che si imparano in un corso di jiu jitsu è che non si debbano distendere le braccia verso il nostro avversario se ci troviamo in una posizione di inferiorità, come ad esempio quando ci si trova sotto la posizione di monta o di controllo laterale. Tuttavia un lottatore , per quanto esperto, se dovesse essere attaccato in modo efficiente con uno strangolamento, spesso tenderà ad usare istintivamente le braccia per respingere la pressione che percepisce sul collo, e così facendo si metterà in pericolo di una leva articolare.

Per tornare alle parole del Gran Maestro Helio Gracie : " Strangolare è il modo migliore per farsi dare un braccio. "

Nel corso di dieci anni di insegnamento professionistico e di competizioni in tutto il mondo in veste di arbitro coach ed atleta, ho potuto osservare l'apparente paradosso di come per molti versi in un'accademia o un campionato di jiu jitsu siano i praticanti più esperti per perdere conoscenza con più frequenza e non quelli alle prime armi, che tendono ad arrendersi a volte molto prima che lo strangolamento abbia manifestato un qualche effetto, per una semplice forma di panico. Un praticante esperto tende a familiarizzare di più con i propri limiti ed impara a misurare con maggiore accuratezza l'avvicinarsi del momento in cui perderà i sensi. A volte però questa consapevolezza regala false sicurezze sui tempi a disposizione per continuare a tentare una difesa , e quindi svenimenti vari. In questi casi è importante non perdere la calma e provvedere a mettere il malcapitato in posizione supina sollevandogli le gambe in modo tale da favorire un immediato afflusso di sangue e quindi di ossigeno al cervello, favorendo una pronta ripresa dei sensi.

Rimane inteso che è sempre consigliabile laddove possibile evitare di arrivare a questi casi limite. Non vi è nulla di disonorevole nel battere per strangolamento, e in fondo si tratta di una forma di rispetto per l'avversario e per l'arte che pratichiamo.

Ora bando alle chiacchiere e torniamo tutti al nostro amato tatami ad esercitarci spero con una nuova consapevolezza le nostre amate tecniche di triangolo , mata leao, ezechiele, katagatame, brabo e chi più ne ha più ne metta! Buon Jiu Jitsu!

 
  Profile - Jiu Jitsu - Work - Articles - Contact Credits - Cookie policy