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" Considerazioni libere sulle MMA e sul mondo che le circonda." di Federico Tisi

 

Il mondo del jiu jitsu e quello delle MMA sono senza dubbio due mondi con una serie pressoché infinita di connessioni. Di fatto, sono stati i Gracie a dar vita a quello che oggi è lo sport da combattimento più in voga ed in espansione al mondo, prima con la creazione del cosiddetto "vale tudo " in Brasile e poi con la creazione del UFC nel 1993 in U.S.A., concepito da Rorion Gracie per dimostrare l'efficacia del jiu jitsu rispetto alle arti arti marziali e quindi l'indispensabilità del jiu jitsu per qualsiasi interessato al combattimento reale.

A distanza di quasi 20 anni dalla prima edizione del'UFC, molto cose sono cambiate. In primis, si è passati da un concetto di "sfida tra stili" alle cosiddette "Mixed Martial Arts" , per il semplice fatto che gran parte dei lottatori hanno capito l'importanza dell'essere versatili in più stili ed è quindi è divenuto via via più difficile identificare lottatori "puristi". In secondo luogo questo "sport" è diventato una delle forme di entertainment più in voga al mondo, facendo girare moltissimi capitali e portando gli atleti di punta, oggi preparatissimi da tutti i punti di vista , al rango di superstar al pari di divi del cinema o rockstar.
Penso si possa affermare che oggi le MMA siano anche l'acronimo di "moda marziale attuale" , come dice spesso Andrea Verdemare., viste le tantissime riviste di settore, siti internet, linee di abbigliamento, e soprattutto tanti corsi non si sa bene di cosa che aprono sotto la oramai modaiola quanto misteriosa sigla a tre lettere.
A tal proposito, per questa mia affermazione vengo spesso additato come un detrattore che odia le MMA.
Niente di più falso. Io ho iniziato a fare jiu jitsu in un epoca in cui ci si allenava con in mente il vale tudo, non i punti ed i vantaggi di un campionato di jiu jitsu. Il nostro obiettivo era quello di poterci confrontare in un contesto non regolamentato nel modo più efficiente possibile e di portare alta la bandiera del jiujitsu. Nel corso della mia carriera di insegnante ho avuto modo di allenare nel jiu jitsu e di fare l'angolo alla maggioranza dei nomi più noti delle MMA nostrane e di conoscere grazie a loro questo mondo dal dietro le quinte, dai tornei locali fino a quelli più noti a livello internazionale. Oggi, dopo aver deciso di mettere in secondo piano questo aspetto del mio lavoro, sono contento di vedere i match dove vedo protagonisti atleti di punta, specie quelli che conosco o con i quali ho avuto modo di allenarmi, ed in particolare quelli che so avere una ottima preparazione nel jiu jitsu. Passare una serata con gli amici a mangiarsi una pizza davanti ad un bel match di Anderson Silva, Minotauro, o George St. Pierre è tuttora uno dei miei passatempi preferiti.
Non sono tuttavia un sostenitore del "Mondo delle MMA" in genere, e visto che la pausa estiva offre tempo in abbondanza per scrivere, ne approfitto per chiarire i motivi di questa mia avversione, che sono da una parte riguardanti l'impatto tecnico che questa moda marziale sta avendo sul mondo delle arti marziali e degli sport da combattimento, e dall'atro riguardanti il mondo delle MMA vero e proprio.
Da un punto di vista tecnico, ritengo che le MMA siano una disciplina riservata ad atleti professionisti o a chi desidera ed ha la possibilità di allenarsi come un professionista. Un pugile amatore, un judoka, o un qualsiasi atleta di uno sport "uni-disciplinare" che desidera competere si allena tutti i giorni , un atleta di mma deve essere allenato non solo fisicamente ma tecnicamente in più discipline e questo comporta inevitabilmente l'avere molto più tempo e supporto tecnico qualificato a disposizione, per acquisire strumenti solidi in ognuna di esse, cosa non proprio facile per chi ha ad esempio un lavoro ed una famiglia a cui badare.
Inoltre il fiorire dal nulla di innumerevoli corsi ed Accademie di MMA , specie in Italia, mi fa veramente ridere. Personaggi privi di competenze specifiche che si improvvisano maestri di MMA, insegnando un pastrocchio di tecniche imparate qua e la, il più delle volte senza aver mai disputato un match serio sono ahimè in continua crescita. La cosa peggiore è che spesso questi corsi sono pieni di "studenti" entusiasti ed impazienti di indossare gli short del loro idolo di turno ed allenandosi tre volte a settimana imparando da questi fatidici "maestri " in così poche ore tutti gli elementi tecnici necessari per diventare i "re della gabbia".
Questa tendenza al "corso di MMA " autoctono , così come l'idea che le MMA siano una disciplina autonoma, avulsa dalle singole discipline che le compongono, comporta a mio avviso uno svilimento tecnico della disciplina in sé.
Gran parte dei lottatori presenti ai vertici mondiali hanno un passato importante in una singola disciplina e questo permette loro di portare nei match una qualità ed un livello tecnico elevato almeno in un aspetto del combattimento. La tendenza di oggi è invece quella di imparare da subito "di tutto un po'", e quindi studiare l'"mma striking" invece del pugilato o della muay thai da maestri del settore, studiare " l'"mma grappling" o il fantomatico "ground and pound" invece di mettersi a studiare jiu jitsu. Questo porta alla formazione di atleti tanto completi quanto mediocri, che offrono uno spettacolo povero in termini tecnici e che difficilmente riescono ad arrivare alla vetta dello sport .
La cosa ironica e che mi fa sorridere è che questa tendenza non sembra considerare il fatto che la quasi totalità degli atleti di punta hanno invece un approccio del tutto opposto, e studiano separatamente queste discipline da esperti dei rispettivi settori dopo aver maturato una base molto solida in almeno uno di essi. Buffo no?
E' anche per questo che rispetto gli sforzi di chi non cade in tentazione e che costituisce team o accademie dove di pastrocchi non se ne vedono, e dove si fa uso di consulenti competenti per ogni aspetto delle MMA, che sia il jiu jitsu, la muay thai , e via dicendo.
Se si vedranno italiani in grado di competere ad alto livello nel prossimo futuro, proverranno probabilmente da una di queste accademie.
Infine, per quanto possa sembrare di parte, sono convinto che il jiujitsu sia ancora l'elemento fondamentale delle MMA moderne.
Non lo dico per via delle recenti vittorie di Werdum su Fedor, di Silva che si salva in extremis da Sonnen con il jiu jitsu. Il jiu jitsu ha già ampliamente dimostrato la sua validità e non necessita di affermazioni da tifoso da stadio per comprovarla ulteriormente, così come è oggi indiscutibile che non avere nozioni in qualche forma di combattimento percussivo per chi aspira a combattere di MMA sia assolutamente fuori luogo.
Ritengo però che il jiu jitsu sia ancora la base delle MMA per il semplice fatto che è l'unica disciplina non intercambiabile ed imprescindibile per chi desideri arrivare ai massimi vertici di questo sport.
Abbiamo visto atleti campioni del mondo decidere di colpire usando il karate, la boxe, la muay thai, la kickboxing. Abbiamo visto campioni decidere di proiettare affidandosi alla lotta olimpica, al judo, al sambo. Una volta arrivati a terra però il jiu jitsu brasiliano è imprescindibile, un elemento senza il quale non si arriva in cima e se non lo si conosce abbastanza bene prima o poi se ne paga il prezzo.
Da un punto di vista relativo al mondo delle MMA inteso come competizioni, atleti, promoter , manager e via dicendo, le ragioni del mio disappunto sono differenti.
Le MMA moderne sono come gran parte degli sport professionistici moderni e forse ancora di più di molti di questi, una forma di intrattenimento di massa,più che uno sport improntato a criteri meritocratici. In altre parole, è uno "sport" ideato a tavolino da manager e promoter di dubbia reputazione e via dicendo, non è l'espressione di una base di praticanti amatoriali di una disciplina diffusa a livello mondiale, come avviene ad esempio per la boxe professionistica, o per il tennis. E' un intrattenimento che piove dall'alto, come il pro wrestling, ad esempio.
La bipolarità di questo sport che vedeva da una parte gli USA con l'UFC e dall'altra il giappone con il Pride e lo Shooto oggi è venuta meno. Le MMA giapponesi dopo il fallimento del Pride non hanno più la risonanza internazionale che avevano un tempo e quindi l'approccio nipponico un pò differente da quello americano ha lasciato il mondo delle MMA in balia della visione orientata molto al business e all'entertainment più massificante possibile made in USA.
Quello che conta oggi è offrire un prodotto appetibile dal maggior numero di persone possibile, le vendite in pay per view, gli sponsor, ed il botteghino. L'importante è lo show, e lo show deve fruttare soldi, e tanti.
Al di là del fatto che appunto per "fare show" molti atleti abbiano modi di porsi più simili a cantanti rap o pagliacci, che a quelli che io ritengo siano propri di chi si definisce combattente, non penso sia una novità , ma penso che la cosa più triste stia nel fatto che chi la fa da padrone oggi non sono gli atleti, nemmeno quelli di punta, ma l'evento , il circuito, nel 99% dei casi gestito da persone che concepiscono questa disciplina come strumento per ottenere grandi guadagni e dove la tutela del lottatore passa a dir poco in secondo piano.
Se un atleta non porta pubblico, interesse, non fa spettacolo , non è un personaggio, magari anche vincendo qualche match, ecco che viene scartato su due piedi, specie nel caso delle grandi organizzazioni in primis UFC, forti di contratti capestro dove di fatto il combattente si dichiara volontariamente "schiavo" dell'organizzazione di turno.
Questo è anche in parte dovuto al fatto che oggi le MMA sono , numeri alla mano, un monopolio gestito al circuito UFC, mentre le altre organizzazioni sono ancora molto piccole e non rappresentano ad oggi un vero e proprio concorrente .
La forza contrattuale dell'UFC sta proprio in questo e chi non accetta le loro condizioni viene facilmente messo alla porta sapendo che vi sono altri mille lottatori che sarebbero pronti a lottare gratuitamente pur di entrare nel "circuito che conta".
Un tempo si parlava di " Mohamed Alì contro Joe Frazier" , oppure Di " Sugar Ray Leonard contro Marvin Hagler" , o di "Mike Tyson contro Holyfield". Nelle MMA invece viene prima l'evento , ad esempio l'UFC 342 , e solo dopo appaiono i vari lottatori, in altre parole, l'evento prima di tutto.
Nessuno è indispensabile. Questo comporta che la quasi totalità dei lottatori di mma di oggi ( con l'eccezione dei pochi che sono riusciti a vedere dei soldoni veri) sono nella peggiore delle ipotesi dei lavoratori sottopagati dal futuro incerto, e nella migliore degli schiavi prezzolati che si credono superstar per qualche anno, fino a quando non iniziano a perdere colpi e vengono lanciati nel dimenticatioio per lasciare il posto al nuovo galletto giovane di turno.
A me questo meccanismo mette un pò tristezza e penso che quello che di buono esiste nelle arti marziali in questo mondo di superfighter "usa e getta" si stia decimanente perdendo.
Alla fine di questo discorso che spero nn sia stato troppo tediante per chi legge, sottolineo che le MMA sono sicuramente lo sport da combattimento piu avvincente e con il maggior potenziale di crescita oggi in circolazione.
Ritengo che sia proprio in questa forza che bisogna riporre le speranze perché si riesca a costituire in futuro un movimento fatto di tanti eventi ben gestiti capaci di uniformarne le caratteristichenon solo regolamentari ma anche gestionali a questo nuovo sport e dargli quella giusta dimensione di serietà dove il business e lo sport possano se non andare di pari passo, almeno non avere troppo la meglio l'uno sull'altro.




 

 

 
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